Giugliano. Come vivono gli animali del circo: le tigri del Medrano
Come vivono gli animali del circo? Tigri, elefanti, cammelli soffrono nelle gabbie, in cattività? Abbiamo visitato il circo Medrano approdato in questi giorni a Giugliano (dove resterà sino al 5 Febbraio).
Qualificato tra i migliori al mondo, una storia circense che si tramanda da generazioni ed arricchita dal prestigioso premio, il Clown d’Oro, assegnato dai Reali di Montecarlo, con spettacoli per adulti e bambini, affidati alla famiglia Casartelli. Acrobazie in moto, esibizioni sui trapezi e show con cavalli, pappagalli, giraffe, struzzi, tigri, elefanti.
Gli animali, da sempre croce e delizia di estimatori e non del circo, sono attrazione per i più piccoli ma espressione di forti legami con gli uomini. Ne è un esempio, la relazione tra le tigri ed il loro domatore Giordano Caveagna. A vederli, un rapporto padre-figlio. Spesso, sono stati oggetto di analisi e critiche per le condizioni di vita e per gli addestramenti, pensandoli sedati, chiusi in gabbie e costretti a subire insegnamenti contro natura. Visti da vicino e vissuti nella quotidianità, la storia di questi animali è tutt’altra. Dai lama ai pappagalli, passando per canguri e tigri, la loro vita, all’interno del circo Medrano, rispetta quanto previsto dalle linee guida internazionali Cites, che dettano misure di recinti, gabbie e addobbi per dare un adeguato background. Di sera sotto i riflettori ma di giorno e di notte, vivono liberi in spazi adeguati.
Veterinari esperti, curano ciascuna specie e laddove necessario, si resta con loro sino a completa guarigione. Se non in buono stato di salute, anche se per una semplice influenza, non lavorano. “Sono esattamente come le persone – spiega Brian Casartelli – e lo stesso discorso, vale, quando si pensa che animali, tipo le tigri, possano essere drogate, perché vorrebbe dire non potersi fidare di loro. E’ impensabile, poiché il domatore, non può non sapere le intenzioni di una tigre. Un uomo drogato è una persona ingestibile esattamente come accadrebbe per gli animali”.
Documentati e con passaporti, tutti sono iscritti nei registri nazionali e dotati di microchip. Vaccinati regolarmente, con dosi di richiamo effettuate ovunque faccia tappa il circo, gli animali sono curati sia da un punto di vista estetico che psicofisico. “E’ fondamentale che siano tutti in ottima forma – continua Casartelli – perché noi stabiliamo un rapporto di fiducia ed affetto. Gli strumenti utilizzati, non sono altro che un richiamo all’attenzione per loro. Né armi né violenza, anzi addestramento dolce viene chiamato. Zuccheri, carne e carezze come premi ed anche come un modo per farsi seguire.”
Sono nati in cattività e non sottratti dai loro habitat naturali. Una scheda giornaliera da rispettare, determina le buone condizioni in cui versano. Hanno spazi appositi, igienicamente curati, per poter vivere secondo le loro necessità. Gli spettacoli si svolgono in una cornice di sicurezza, che avvicina le persone a loro. Dunque, un’affidabilità generata da mancanza di stress e maltrattamenti. “Non si parte per la tournee – spiega Salvatore Amendola, che cura l’organizzazione del circo Medrano – senza prima aver fatto i dovuti controlli che regolamentano sia lo stato di buona salute dei nostri animali che delle strutture. C’è una commissione di vigilanza che esamina tutto a monte, poi ci gli accertamenti territoriali, concordati quelli iniziali e a campione durante la permanenza in città. Guardie zoofile, veterinari e guardia forestale lavorano con estrema precisione e sistematicità. Questo per noi è fondamentale, perché avvalorano le buone condizioni igienico-sanitarie degli animali. Non c’è distinzione tra loro– conclude Amendola – né nei trattamenti né nelle ispezioni. Queste, fatte dal personale interno, devono essere sempre riscontrate dai controlli esterni”. Gli animali al circo fanno gli animali e sono seguiti dai loro addestratori negli anni. Una volta anziani, sono portati nei due zoo safari della famiglia Casartelli, a Fasano e Ravenna.
da ilmattino



