Cirque du Soleil, Kurious: lo spettacolo che crea meraviglia è arrivato a Milano ed è stato accolto dalle star
(Federica Panicucci. Le foto di questo articolo sono di Prandoni Francesco)
Dalla dimensione non solo circense, lo show, adesso milanese, del Cirque du Soleil, fa scattare la riflessione sulla capacità di controllo della mente sul corpo. Alla première menghina del 10 maggio c'erano tanti ospiti celebri che insieme al pubblico sono rimasti incantati dalle performance quasi impossibili.
Ha alzato le tende a Milano, il Grand Chapiteau, la dimora del Cirque Du Soleil, dopo essere passato per Roma, per offrire uno show che lascia con il fiato sospeso e a bocca aperta. E non solo per le acrobazie che mette in scena, ma per le scenografie surreali mixate all'umorismo e alla musica coinvolgente che creano un'atmosfera magica, capace di far viaggiare in un'altra dimensione.
Dimensione che non è solo quella circense ma che porta a riflettere sulla capacità di controllo della mente sul corpo per superare i suoi limiti e raggiugnere altezze, posizioni, volteggi, funambolismi impensabili per la maggior parte dei noi.
Lo spettacolo itinerante «KURIOS – Cabinet of Curiosities», il 35esimo dal 1984, della compagnia canadese, e che in Italia ha come partner Show Bees e Vivo Concerti ed è sponsorizzato da Air Canada, è stato inaugurato mercoledì 10 maggio alla presenza di tanti ospiti celebri tra cui Paola Barale ad Antonella Clerici, Domenico Dolce, Barbara D’Urso, Gaia Gozzi, Alice Mangione, Federica Panicucci e l’assessore alla cultura di Milano Tommaso Sacchi e ci resterà fino a domenica 25 giugno.
Per restare aggiornato sui reali, le celebrity, gli show e tutte le novità dal mondo Vanity Fair, iscrivetevi alle nostre newsletter.Già solo la scenografia portentosa dimostra la grandezza di questo evento reso possibile con l'aiuto di Big Top Raising e la collaborazione di oltre 120 lavoratori per accogliere circa 2.500 persone e un cast di 49 artisti (alcuni dei quali sono in tournée con il Cirque du Soleil da oltre 15 anni) che cambia costumi fantasiosi e illusionisti, ne sono stati creati 8.000, e introduce in scena 426 oggetti per mettere in piedi una scenografia surreale.
Questo viaggio curioso e immaginario nel retro-futuro è accompagnato da un'immaginario che fa riferimenti, con molte licenze poetiche, all'inizio della rivoluzione industriale del XIX secolo, e che disorienta i sensi e le percezioni aprendo le porte della fantasia. «È come se Jules Verne incontrasse Thomas Edison in una realtà alternativa, fuori dal tempo», spiega lo scenografo Stéphane Roy.
Il punto di vista è quello di un curioso inventore che riedita il mondo intorno a lui in modo creativo. Nel suo percorso questo inventore dai capelli ritti in testa, che si raccolgono come un cilindro, incontra personaggi unici e stravaganti, ognuno con la sua abilità fuori dal comune mostrandosi a lui e allo spettatore con umorismo e con delicatezza. Gli artisti comunicano e interagiscono con chi guarda attraverso il linguaggio del corpo e quella lingua esperanto tipica della compagnia circense, made in Montreal, che accoglie un pot-pourri di artisti, di tante nazionalità diverse, ognuno che porta la sua cultura sul palco.
Dai performer che attingono dalla tradizione delle ombre cinesi creando un Teatro di Mani e per raccontare, usando solo le dita, una storia che viene filmata e proiettata, in tempo reale, su una mongolfiera che diventa uno schermo, agli Acro Rete, acrobati rimbalzanti su una rete di sicurezza sospesa sul palco, con costumi simili a creature marine, con branchie e pinne, che piroettano, saltano e rimbalzano giocosamente sotto gli sguardi sbalorditi del pubblico, ai finti gemelli siamesi che condividono un costume di scena, sospesi in aria con delle cinghie, e che volano in alto sopra il palco creando coreografie sensazionali, ognuna di queste performance ha dello straordinario ed è capace di dipingere sul volto di chi guarda totale meraviglia.
Ci sono tanti altri artisti che stimolano la fantasia e la curiosità, come quelli che creano un mondo capovolto, dove i commensali di una cena si muovono sul soffitto e sono a testa in giù, mentre un altro ospite di una cena, questa volta a livello del palco, cerca di raggiungerli impilando sedie che sono proiettate verso il cielo e sulle quali un impavido equilibrista si erge per cercare di raggiungere la cena parallela che si svolge sulla sua testa. Una performance che unisce all'abilità circense quella illusionistica che mette alla prova l'occhio umano. E poi arrivano le quattro creature degli abissi, che incarnano anguille elettriche che prendono vita in un esercizio di contorsionismo sorprendente, veloce e fluido, dopo che un'altra incredibile acrobata ha mostrato agli spettatori l'uso alternativo che si può fare della bicicletta: sospesa a mezz'aria sfida la forza di gravità grazie a un fortissimo lavoro di core, e assume pose plastiche a testa in giù, appendendosi una volta al manubrio, un'altra alla ruota, o tenendosi solo con un piede o con un braccio allo scheletro della bici.
In «KURIOS – Cabinet of Curiosities» sembra quasi che l'impossibile diventi possibile, merito di una nuova prospettiva da cui si guarda e che riempie di meraviglia. Una metafora che avrebbe senso tradurre in una lezione da applicare nella vita quotidiana.
Antonella Clerici
Domenico Dolce e Stephane Lefebvre
Paola Barale
Gaia Gozzi
Barbara D'Urso
Tommaso Sacchi, Stephane Lefebvre, e gli artisti del Cirque du Soleil
da vanityfair









