CONELLI 2025 – Il Natale che prende forma sulla Bausschänzli
Quando la tenda rossa compare sulla Bausschänzli – la piccola isola artificiale nel cuore del lago di Zurigo, da decenni trasformata in uno dei salotti all’aperto più caratteristici della città – per gli zurighesi significa una cosa sola: il Natale è arrivato. È una tradizione che dura da oltre quarant’anni e che oggi, più che mai, rappresenta uno dei simboli più luminosi della città. Perché Conelli non è soltanto un circo: è un rituale, una promessa mantenuta ogni inverno, un luogo dove la magia natalizia prende forma concreta, viva, vibrante.
La piccola “bomboniera” rossa, perfetta nei dettagli nonostante lo spazio contenuto, accoglie gli spettatori in un’atmosfera sospesa sin dai primi passi. Gli artisti e la famiglia Gasser applicano una stella dorata sul viso del pubblico e una pianista, sospesa nel vuoto, intona melodie morbide che trasformano l’ingresso in una vera soglia simbolica: varcata la tenda, si entra in un mondo parallelo.L’edizione 2025, la quarantunesima, conferma l’eleganza che caratterizza Conelli: orchestra di quattordici elementi, corpo di ballo di sei ballerine, i cantanti Evan Andrews e Ruth Galixta che avvolgono ogni cambio scena con calore sonoro. Una colonna portante che permette allo spettacolo di fluire con la naturalezza di un racconto.Dopo l’apertura coreografica, la pista – solo otto metri di diametro, ma sfruttati con maestria – si anima con il volo potente e raffinato dell’ungherese Regina Laruss. Le sue cinghie aeree disegnano traiettorie eleganti, sostenute da una presenza scenica magnetica che introduce perfettamente il livello tecnico dell’intero programma.Il ritmo cambia bruscamente quando entrano in scena i performer taiwanesi dell’MHD Diabolo Art. La maestria con cui moltiplicano i diabolo, fino a giungere a cinque, crea un crescendo che incolla il pubblico alla sedia. È una tecnica che parla da sola, sicura, pulita, premiata in mezzo mondo. E Conelli ne amplifica l’effetto grazie all’impianto luci e al supporto dell’orchestra.Quasi senza soluzione di continuità, la pista esplode poi nell’energia dei cinque giapponesi Haribow, protagonisti di un numero di salto alla doppia corda che pare sfidare i limiti dello spazio. I loro intrecci, perfettamente sincronizzati, trasformano la pista in una pulsazione continua, una danza atletica che testimonia come Conelli sappia alternare poesia e dinamismo con naturalezza.

Nel flusso narrativo dello spettacolo arrivano quindi i Lemon Brothers, specialisti della bascula coreana. I loro salti – doppi, tripli – sembrano esagerati per una pista così compatta, e proprio questa sproporzione visiva genera stupore: il pubblico trattiene il fiato, poi esplode in applausi, riconoscendo non solo la difficoltà tecnica ma anche la capacità registica di rendere ogni numero perfettamente integrato nella dimensione del tendone.
Il tono si fa più intimo quando la peruviana Ximena Riveros sale sul palo aereo. Le sue figure, eseguite con grande pulizia, culminano in un tourbillon con presa ai denti che, nella luce calda delle note cantate dal vivo, assume un sapore quasi cerimoniale. È un momento sospeso, un respiro poetico prima di una nuova scarica di energia.Questa arriva con gli etiopi della troupe Addis Ababa, reduci dal bronzo a Montecarlo. La loro acrobatica a terra, intrecciata ai passaggi da “volanti bassi”, restituisce uno dei quadri più suggestivi dello spettacolo. I salti in seconda e terza colonna, eseguiti con apparente leggerezza, restano impressi come una danza tribale della forza e dell’armonia.
Sulla stessa linea di potenza si colloca il Rodion Prilepin Quartet: eleganti nelle giacche, imponenti nella costruzione di verticali multiple e combinazioni di mano a mano che evocano la grande tradizione delle discipline di forza. Una presenza scenica solida, quasi scultorea.Il ritmo si fa incalzante e la qualità cresce con la troupe Hakuna Matata, quattro artisti tanzaniani che trasformano i rulli di equilibrio in un gioco di precisione e simpatia, un numero premiato con pieno merito al Cirque de Demain.
La componente comica è da sempre anima imprescindibile di Conelli. Rolli, figura storica del circo che celebra qui i suoi venticinque anni, trova in Tonino (Toninho Ferreira) un partner ideale. Le loro gag – dalla magia comicamente fallimentare alla finta alce destinata alle foto – strappano risate autentiche. Una comicità moderna, mai gridata, che convive armoniosamente con quella più verbale e giocata sulle parole di Domino Gasser, capace di alleggerire ogni transizione con battute fulminanti.
Non manca il contributo della nuova generazione Gasser, con Jeremy – musicista di grande talento – che quest’anno aggiunge al ruolo orchestrale un numero misto di giocoleria, tip-tap e humor: un ponte ideale tra tradizione e rinnovamento, tra eredità familiare e futuro del circo.Il finale, corale e luminoso, raccoglie l’intero cast in una chiusura che trasmette un senso di festa condivisa. Gli applausi si ripetono, insistiti, convinti. È un abbraccio riconoscente a uno spettacolo che, anche quest’anno, mantiene la sua promessa: Conelli è, e rimane, un regalo di Natale.


































