GIRONA 2023, IL FESTIVAL DEI RECORD
(Genis Matabosh)
Undicesima edizione per il festival catalano
Quelli di Latina e Girona hanno il merito, tra gli altri, di essere stati gli unici festival a non aver saltato neppure un’edizione anche durante il periodo pandemico. Per quanto riguarda la competizione catalana nel febbraio 2020 Genis Matabosch e il suo collaudato staff hanno fatto appena in tempo a concludere il nono festival prima che su gran parte del mondo calassero le restrizioni sanitarie; nel giugno 2021, poi, si è tenuta l’edizione speciale ritenuta presentata come il primo festival post-pandemico.
Dopo il decennale del 2022 – che ha visto una massiccia partecipazione di artisti russi che, purtroppo, difficilmente potrà ripetersi a breve – quella conclusasi il 7 marzo scorso è stata un’edizione ricca di spunti. Innanzitutto è stata quella più ricca di attrazioni in concorso – ventisei rispetto alle abituali ventiquattro – e di paesi partecipanti, venti (con la primizia rappresentata da Israele). E’ stata anche l’occasione per rivedere una troupe della Repubblica Popolare Cinese tornare in Europa dopo tre anni. Ma non si può non ricordare che quella catalana è soprattutto la rassegna che porta in Europa occidentale numeri sconosciuti al mercato circense e anche quest’anno che ha dovuto rinunciare forzatamente alla presenza degli artisti delle compagnie russe Genis Matabosch - il direttore generale e presentatore degli spettacoli - e il coproduttore Joan Monpart - sono riusciti nell’intento.
(The Flyers Valencia)
L’undicesimo “Festival Internacional del Circ Elefant d’Or” verrà certamente ricordato per gli straordinari exploit dei volanti messicani “Flying Caballero”. Questa famiglia di stanza a Las Vegas gestisce due diverse unità circensi negli States e per l’occasione ha messo in piedi una troupe rinforzata in cui ad eseguire il quadruplo salto mortale sono stati addirittura tre componenti: Ruben jr., Anru Luis e Gunther. E’ capitato, quindi, che sabato 4 marzo i Caballeros abbiano presentato tre quadrupli riusciti durante lo spettacolo del mattino, altri tre in quello pomeridiano e “solo” uno al serale. Peraltro, va detto che Ruben jr. gira questo esercizio con regolarità pressoché assoluta: oro scontato per questo incredibile ensamble di trapezisti il cui capo-troupe Ruben sr. faceva parte del gruppo che partecipò al Festival di Verona 1992.
Altro oro al duo uzbeko “Disar” che ha presentato un repertorio alle cinghie aeree e prese coi denti forse ancora più sorprendente dal punto di vista delle difficoltà tecniche rispetto ai conterranei “Sky angels”, vincitori a Monte-Carlo 2017. A proposito di quest’ultimi – tornati a lavorare ad Heilbronn per l’ultimo Weihnachts Circus – segnaliamo che Kristina Vorobeva, ripresasi dopo il grave incidente di Amsterdam, ha curato la messa in scena del trio di funamboli “Triple Breath” anch’essi in programma a Girona.
Tre gli argenti assegnati: alla Troupe cinese Dezhu coi salti nei cerchi, ai pattinatori canadesi “Mat & Mym” in forza alla produzione “Bazzar” del Cirque du Soleil e all’acrobatica in banchina dei quattro israeliani “Vertex”, dall’estetica molto efficace intrigante grazie alla coreografia di Dmitry Chernov.
(i Vertex)
Tra i bronzi sicuramente trascinante la performance degli otto argentini di “Argendance Company”, ballerini di malambo con le bolas.
E’ stato un piacere consegnare il premio speciale del “Club Amici del Circo” al numero più sorprendente in competizione, quello di “Flying Lucky Hell”, ovvero la mangiatrice di spade australiana Lucky Natasha Mladineo. Si tratta di un’artista già molto conosciuta nel panorama dell’enterteinment sia per l’inusualità della performance che per la personalità della protagonista: completamente tatuata presenta un repertorio pressoché unico ingoiando spade di diverse lunghezze (sensazionale l’introduzione di un enorme paio di forbici…). Ma la particolarità del numero risiede nel fatto che l’artista si è affidata a Kristian Kristòf per cambiare parzialmente look e coreografia – divenuti meno aggressivi e più adatti ai mercati del family show – ma soprattutto per poter presentare gli esercizi in aria, utilizzando le cinghie apprendendo la tecnica dalla moglie di Kristian, Natalia Demijén. Ne è risultato un numero completamente ridisegnato e perfettamente riuscito.
Tra i record di questo festival non possiamo dimenticare quello stabilito dal duo russo di quick change Wizzard che ha presentato trenta cambi di abito in trentanove secondi.
Come sempre il festival si è avvalso dell’ottima la regia dell’esperto Patrick Rosseel e della eccellente orchestra diretta da Pierre Pichaud mentre della giuria – tutta al femminile – faceva parte la nostra Eliana Larible Paul.
Francesco Mocellin




