Emile Smith, uno dei “nostri”

7 Luglio 2026 - Aggiornamenti -

di Ettore Paladino

emil 3In questa serie sui domatori scrivo adesso di un artista non italiano in anagrafe: Emile Smith. Nato in Inghilterra nel 1957, figlio di Horace ed Edith Smith. I genitori vengono scritturati da Leonida Casartelli nel 1961, per seguire il parco animali e addestrarli per i diversi numeri. E di lavoro non ne manca visto che durante la lunga permanenza presso il loro circo Horace prepara ben tre numeri di elefanti e tre di felini, due di tigri e uno misto leoni e tigri.

Sono gli anni in cui il circo dei Casartelli è in piena attività, e viaggia molto anche fuori dall’Italia. Hemile è ancora bambino, ma il padre lo impegna già a occuparsi degli animali. Prima di andare a scuola aiuta nelle pulizie di scuderie e gabbie; dopo i compiti assiste e aiuta il padre nel dressage. Ricordo che parlando con Emile ci raccontò di come suo padre fosse molto stimato come addestratore, ma per certi versi malvisto proprio perché metteva gli animali avanti a tutto. Ad ogni arrivo sulle piazze, i primi attacchi dell’acqua dovevano essere per gli animali. Le persone potevano aspettare…

1Più o meno adolescente Emile comincia ad addestrare in prima persona felini, tigri e leoni. Io lo vidi a Messina, sempre al Medrano, nel marzo del 1979, quando aveva solo 22 anni, con un bel gruppo di tigri. Mi piacque molto il suo stile assolutamente rilassato, senza clamore e neanche uno schiocco di frusta. E poi lo “spillo” della tigre funambola che non avevo mai visto dal vivo.

Dopo una breve pausa da fermo, in un maneggio a Roma, nel 1983 viene scritturato in Gran Bretagna da Jerry Cottle e poco dopo conosce Jim Clubb, un fermo assolutamente stregato dal mondo del circo e in particolare dagli animali feroci. Ha sposato Sally Chipperfield, e da lì è decollata la sua attività di addestratore e impresario di numeri di gabbia. Il primo contatto fra Emile e Clubb avviene per una necessità urgente, perché Clubb ha bisogno di un domatore per presentare un numero già pronto.

Da lì inizia un sodalizio stabile e duraturo. Per chi allora (fine anni 80 - primi anni 90) era ancora troppo giovane ricordiamo che Jim Clubb realizzò parecchi numeri di spicco, che vennero presentati nei circhi e nei festival più importanti d’Europa, e anche negli USA. Hemile è legato in particolare al numero dei “piccoli felini”: dodici fra leopardi, pantere nere, giaguari e Doutscka, un leopardo delle nevi.

1988 Emil Smith leopardi di James Clubb scaledCon questo numero fece la stagione 1987 da Knie e nel 1988 partecipò al Festival di Montecarlo. Clubb diceva che senza Emile quel numero non sarebbe stato realizzabile perché con quei felini necessita molta calma e pazienza, doti non comuni che Emile possedeva.

Lo conobbi di persona proprio da Knie; io e il caro amico Flavio Michi eravamo andati a vedere lo spettacolo serale del sabato a Lugano. Arrivammo presto, ancora in tempo per visitare lo zoo. Incontrammo Emile, che conosceva già Flavio. Ci accompagnò e ci raccontò un po’ di notizie e curiosità sui suoi animali, che accarezzava e con cui giocava attraverso le sbarre del carro-gabbia. E poi alla sera vedemmo il numero, molto elegante e assolutamente rilassato. Fu un incontro molto piacevole, cui ne seguirono altri a Montecarlo qualche mese dopo.

Anche se in Italia ha lavorato in pista molto poco, lo voglio considerare uno dei “nostri” domatori. Un po’ per quell’accento vagamente romanesco con cui parlava in italiano.. E poi perché lui diceva sempre che i Casartelli erano la sua seconda famiglia.

 

HEMILE panteraemil 2

 

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