Egidio Palmiri: il ricordo di Ettore Paladino
Mi sono iscritto molto giovane al Club Amici del Circo; leggendo la rivista conobbi questa figura importante del Presidente dell’Ente, Egidio Palmiri.
Dai suoi editoriali e dalla sua gestione dell’Ente vedevo una persona molto decisa e sicura del fatto suo. Lo conobbi di persona dieci anni dopo, in occasione dei primi raduni cui ho partecipato; Milano nel 1984, da Nando e Anita, Scarperia nel 1985, dove fui eletto consigliere. Così nelle varie riunioni di consiglio ebbi modo di conoscerlo più da vicino, e due anni dopo mi chiese di accettare la presidenza. L’amico Rivoltella era stanco, molto impegnato su più fronti, e voleva lasciare questo impegno. Come del resto ho fatto io stesso dodici anni dopo. Di Palmiri artista, direttore, presidente, parleranno in tanti, più informati e più esperti di me. E già tante cose le sappiamo grazie alle due biografie pubblicate. In questo momento, che come giustamente ha scritto Francesco Mocellin, pur razionalmente previsto, sembra invece irreale, a me piace ricordare un aspetto in particolare dell’ uomo Palmiri. Io credo che lui sia riuscito a fare tanto , e bene, perché ha fatto cose in cui credeva. Nel parlare delle cose che stava facendo, e nel ricordare quelle che aveva fatto, gli si accendeva sempre lo sguardo. Non era una persona che faceva tanto solo per la smania di sentirsi attivo. Lui credeva in quello che voleva fare, voleva vederne i risultati, e quando arrivavano, giustamente, sempre con moderazione e signorilità, ne era orgoglioso e ne gioiva. E forse la sua conquista più grande , dopo anni di successi in mezza Europa e non solo, è stata davvero l’Accademia . Già dagli anni ’60 coltivava l’idea di una scuola di circo. Ci sono voluti quasi trenta anni, ma alla fine ce l’ha fatta. E per farcela ha dovuto iniziare con uno spirito a metà fra avventura e follia. Come chi, appunto, coltiva un sogno. E i risultati li abbiamo visti e li stiamo vedendo. Sono stato tante volte in Accademia a Cesenatico, e ne conservo un bellissimo ricordo. Così come tutti gli ex allievi che conosco, ormai donne, uomini, artisti maturi, di cui non ho mai sentito nessuno parlare in maniera negativa del loro percorso in Accademia.
Nel salutarLo per l’ultima volta, mi sento di dire al sig. Palmiri , semplicemente “Grazie”. Grazie per quello che ha fatto per il circo. Per questo mondo e per questa vita che amiamo. E un grazie tutto mio, perché il mio amore per il circo nacque dal primo spettacolo che ho visto, da bambino. Alcuni anni dopo ho scoperto che quel circo che mi aveva tanto affascinato era il Palmiri-Benneweiss !


