Solo acrobati e giocolieri sotto il tendone del circo
L’annuncio del Medrano: «Per una controversia ci è vietato di utilizzare animali Ci dispiace». Il pubblico: «Avremmo preferito vedere esibirsi elefanti e leoni»
di Flavia Barsotti
«Purtroppo, a causa di una controversia con il Comune di Lucca, ci è stato vietato l’utilizzo degli animali nello spettacolo. Ci dispiace». Con queste parole, il circo Medrano ha chiuso ieri il primo appuntamento delle 17,30, che ha dato il via al cartellone lucchese in un contesto particolarmente delicato. Dopo il ricorso da parte della società Leonida srl, che gestisce il circo Medrano, a seguito della moratoria studiata dal Comune per mettere al bando le esibizioni di circhi con animali sul territorio, mercoledì l’amministrazione ha ottenuto la revoca della sospensiva, con il Tar che si è pronunciato in modo definitivo. In poche ore, gli artisti del Medrano, hanno dovuto ripensare l’intera scaletta e lasciare fuori dal tendone le giraffe, gli elefanti, le tigri e gli animali esotici. Un cambio di programma che non ha influito sulle sorti dello spettacolo perché, nonostante le polemiche, molte famiglie hanno scelto comunque di portare i bambini in piazzale Don Baroni. Le risate dei più piccoli, le spade laser alzate al cielo, gli applausi e le loro facce rapite, sono stati forse la migliore risposta alle discussioni dei giorni scorsi che in molti hanno preferito lasciare fuori dal tendone. Poco spazio per le diatribe e molto di più per il divertimento che ha finito per coinvolgere anche gli adulti. Dalle acrobazie di una giovane artista sospesa a diversi metri di altezza come sopra a un’altalena, alle esibizioni a due sul trapezio, passando per i numeri di giocoleria. Otto, nove, anche dieci palline arancioni che il giocoliere si è fatto scivolare sotto le gambe, sopra la testa e sulla fronte, prima di lasciare il posto alla collega che, sempre più veloce, ha saputo guidare con i piedi un raggio infuocato. Performance sulla scia del Circ du Soleil, con l’arte della danza che ha incontrato quella degli acrobati e degli esercizi aerei, come quello de Le Burlesque, tre artiste che hanno fatto vivere i loro drappi rossi, o di una Madre Natura con tanto di vasca da cui riemergere. Nel mezzo, altro ancora. Dal ventriloquo ai tiratori con la balestra fino ai clown che, anche senza il naso scarlatto e i capelli ritti, hanno appassionato tutti i bambini. Uno show durato circa due ore, a metà del quale, il pubblico, pagando un ulteriore biglietto, ha potuto fare visita al parco zoo, ovvero alla porzione del piazzale dove vengono tenuti gli animali. Gran parte della platea ha accettato l’invito del presentatore, mettendosi in fila per vederli attraverso i recinti. «Sono qui perché ho accompagnato i miei nipoti – spiega Lia Logli – per strada hanno consegnato i biglietti gratis a mia nuora e così ho portato i bambini. Sarei venuta anche se ci fossero stati gli animali. L’importante è che siano tenuti bene». Nessuna lamentela, fra i presenti, per uno spettacolo che si è dovuto adeguare alla sentenza. Nessuna aspettativa tradita, nonostante che i cartelloni pubblicitari del circo Medrano sparsi per la città continuino a raffigurare i cavalli, gli elefanti e le giraffe che fanno parte della compagnia. «Ai bambini piace, non è la prima volta che assistono al circo – commenta anche Augusta Di Papa – A loro arriva sicuramente di più l’esibizione con gli animali piuttosto che senza, ma non possiamo far altro che rispettare il provvedimento». Un pubblico informato e al corrente delle disposizioni, anche se non sempre d’accordo. «Siamo venuti perché lo spettacolo c’è – conclude un nonno – ma siamo favorevoli al circo con animali. Considerando poi che questi si trovano proprio qui fuori sul piazzale, non vedo perché rinunciare a farli esibire. Un altro discorso sarebbe se la legge prevedesse di eliminare del tutto le bestie dai circhi, ma, allo stato attuale, credo che sia una sciocchezza, una decisione a metà, una misura inutile».
Le reazioni
Gli animali resteranno
Esultano le associazioni
Il giorno dopo la decisione del Tar è il momento dei commenti. Ovviamente di segno opposto. Una grande vittoria per le associazioni ambientaliste del territorio che da anni si battono per proibire l’utilizzo di animali vivi in questo tipo di spettacoli, e una prova importante per la moratoria emessa dalla giunta Tambellini lo scorso anno, che alla prima prova dei fatti pareva invece destinata a rimanere lettera morta. Rammarico invece viene espresso da Salvatore Mendola, rappresentante della società circense, che pure si dice sicuro che la ultima parola spetterà a loro: «La legge italiana impone alle città di avere una area attrezzata per i circhi itineranti come il nostro, quindi se c’è una cosa su cui siamo sicuri è che nei prossimi anni Lucca sarà ancora visitata dalle compagnie itineranti. Se non noi, la nostra associazione di categoria sicuramente porterà questa vertenza avanti con ulteriori azioni legali per difendere il nostro diritto ad esibirci». Anche sulla sorte degli animali già accampati, che in un primo momento sembrava dovessero essere trasferiti in altra sede, pare all’orizzonte una soluzione di compromesso: «Non ci sono altre aree a Lucca dove poter sistemare gli animali – continua Merola – ma l’amministrazione sembra molto comprensiva ed incline a lasciarceli tenere nel piazzale Baroni, nell’interesse degli animali stessi. È una questione che comunque si scioglierà nei prossimi giorni». Aria di festa invece traspira dalle dichiarazioni delle associazioni animaliste, che a seguito della svolta processuale hanno annullato il presidio di protesta previsto inizialmente per questo sabato: «Siamo pienamente soddisfati di questa sentenza - scrive Aldo Gottardo di Lucca per l’Ambiente -. Un sentito ringraziamento va all'amministrazione comunale tutta e in particolare al presidente del consiglio comunale Francesco Battistini, che si è dimostrato molto sensibile alle nostre istanze. La nostra forza consiste nell’avere uno scopo comune col sindaco Tambellini, culminato nel sostegno datogli dalla nostra lista alle elezioni comunali. Ci teniamo comunque a sottolineare che la nostra lotta non si scaglia contro il circo in quanto tale, ma contro lo sfruttamento animale provocato da alcuni dei loro spettacoli». A sottolineare le motivazioni dell’impegno profuso dagli attivisti è invece Claudia Corsini, responsabile toscana degli Animalisti Italiani: «Oggi le nostre conoscenze sul mondo animale sono cambiate rispetto ad alcuni decenni fa: ora sappiamo che gli animali sono in grado di soffrire e che sono dotati di bisogni, sentimenti e desideri. Ci sono importanti studi psicologici inoltre che dimostrano come spettacoli del genere compromettano la crescita pedagogica dei bambini, abituandoli alla sopraffazione del più forte».
Andrea Giorgi
«Presa una decisione ipocrita»
L’avvocato Mocellin: da parte del Comune c’è stata una volontà persecutoria
Un risultato ipocrita, con il circo che rimane dov’è e che mantiene con sé anche gli animali, pur non potendo farli lavorare. È questa la sintesi del caso Medrano data dall’avvocato Francesco Mocellin, difensore del circo in sede penale e presidente del “Club amici del circo”. «Dalla lettura del provvedimento - dice Mocellin - emerge rafforzato a il principio aureo che le Amministrazioni periferiche non possono vietare in alcun modo l’impiego degli animali nei circhi, materia che spetta esclusivamente allo Stato che tutela e promuove l’attività circense. Il Comune di Lucca, quindi, ha scelto la via indiretta di richiamarsi a ragioni igienico-sanitarie legate alla vicinanza del mercato bisettimanale per emettere una delibera di divieto che aggiri il principio di cui sopra. In questo modo ha ottenuto lo scopo di ingraziarsi la rumorosa microminoranza animalista. Peraltro va ricordato che spetta ai comuni mettere a disposizione degli spettacoli viaggianti aree adeguate ed attrezzate. Quindi, è l’Amministrazione lucchese ad essere, comunque, in difetto visto che l’area oggetto della discordia pare non essere affatto adeguata». L’avvocato Mocellin spiega che «altri circhi con animali in futuro potranno presentare la domanda per agire nel territorio comunale e non sarà possibile negare loro il diritto di lavorare in forza di “delibere animaliste”, sempre dichiarate illegittime dai Tar». Mocellin parla di «volontà quasi persecutoria dell’amministrazione». Sulle dichiarazioni del presidente del consiglio comunale Francesco Battistini che «ricorre alla magica formula della “battaglia di civiltà” per sottolineare l’esito della “guerra” contro il circo», Mocellini ironizza: «Evidentemente a Lucca si fanno chiudere le macellerie ed i macelli, si bandiscono gli allevamenti, i ristoranti non servono cibo di derivazione animale, i maneggi sono vietati. Se così non fosse il Circo Medrano potrebbe vantare il triste privilegio di essere l’unico destinatario della “battaglia di civiltà”. Facezie a parte, il risultato finale è paradossale e segna il trionfo – questo sì – dell’ipocrisia: il Circo Medrano è a Lucca esattamente dove doveva essere, con gli animali al seguito. Ed è verosimile che ragioni pratiche facciano sì che lì rimangano. Con l’aggravante che questi non potranno neppure lavorare, ovvero verranno privati dell’attività quotidiana che costituisce uno stimolo sensoriale e di apprendimento etologicamente fondamentale».
da iltirreno





